Dopo i tre incidenti avvenuti nelle ultime settimane nella zona di Priolo Gargallo un altro incidente sul lavoro porta a 4 il numero delle vittime nel settore petrolchimico siciliano negli ultimi giorni. L’ultimo incidente, avvenuto sulla nave Leonis, è costato la vita ad un operaio di 52 anni.

Nave Leonis

Quattro decessi sul lavoro in pochi giorni dimostrano l’esistenza di un grave problema non più sostenibile nel settore petrolchimico siciliano.

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Nuovo incidente in zona Priolo, terza vittima sul lavoro in pochi giorni.

Il sindacato esprime parole di cordoglio e di sgomento per questa nuove morte sul lavoro. “Troppe volte- affermano D’Aquila e Rizzuti – si chiude un occhio, si fa finta di non vedere, si tralascia l’osservanza di quelle norme che vengono teorizzate per dimostrarsi in regola ma che poi vengono poco praticate perché, in realtà, sono ritenute un costo e non un investimento”.

“L’impresa, il sindacato, le Istituzioni e gli enti preposti- continuano D’Aquila e Rizzuti- devono tenere alto l’impegno per l’osservanza delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Bisogna creare cultura e studiare piani di intervento tangibili ed efficaci”.

I controlli, sottolineano i due sindacalisti, “devono essere prassi quotidiana e non avvenire solo dopo gli incidenti”. Dalla Filctem arriva la richiesta di “un piano strategico di prevenzione e sicurezza in tutta l’area industriale siracusana. Occorre verificare i piani di sicurezza realtà per realtà, delle aziende dirette e dell’indotto, al fine di poter ricostruire una mappatura delle reali condizioni di applicazione delle norme”.

“La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere la priorità. Una campagna di sensibilizzazione e di sostegno alle imprese che operano in sicurezza- concludono i due esponenti della Filctem- potrebbe essere utile a far sì che la prevenzione diventi un obiettivo ‘strategico’ e un punto di forza della competitività delle aziende”.