Jobs Act e controlli a distanza. Eccone il funzionamento

Dopo mesi di polemiche e dichiarazioni il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri i controlli a distanza, tramite il decreto attuativo sulle semplificazioni.

Jobs Act e controlli a distanza

Ma come funzionano questi controlli a distanza?
Il decreto legislativo approvato oggi permette al datore di lavoro di raccogliere informazioni sui lavoratori attraverso strumenti audiovisivi e digitali, siano essi telecamere o strumentazioni di verifica di accessi e presenze, previa comunicazione al lavoratore stesso.

La novità principale riguarda sicuramente l’estensione dei controlli anche a tablet e smartphone. In questo ambito non sarà necessario per il datore di lavoro ricevere alcuna autorizzazione sindacale o amministrativa, mentra essa dovrà essere richiesta per  le telecamere. Il tutto dovrà avvenire nel totale rispetto della privacy del lavoratore e assicurando che le informazioni raccolte vengano utilizzate solo ed esclusivamente per finalità connesse al rapporto di lavoro.

Riguardo l’utilizzo delle telecamere sono presenti regole ben precise, prima tra tutte l’autorizzazione dei sindacati o della Direzione Territoriale del Lavoro per l’utilizzo delle stesse.

Ricordiamo comunque che tutti gli strumenti di controllo a distanza dei lavoratori devono essere utilizzati solo ed esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, nonché per la sicurezza sul lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale.