Il lavoro in solitario si definisce come il lavoro  svolto da un addetto in totale autonomia isolato da altri lavoratori, che può essere svolto sia all’esterno sia all’interno dell’azienda in cui lavora.

lavoro in solitario

Il lavoro in solitario non ha particolari obblighi o restrizioni, è però vietato nelle lavorazioni che esporrebbero il lavoratore ad un rischio non accettabile (lavori in quota, lavori con obbligo di assistente a terra,  lavori in spazi confinati, lavori edili, lavori in prossimità di apparecchiature in tensione, lavori in cui sono presenti sostanze o materiali pericolosi per la salute e sicurezza).

La solitudine è una condizione particolare, che deve essere considerata e valutata come tutti gli altri rischi presenti nel DVR (documento valutazione rischi); il rischio lavoro in solitario è maggiore quando i lavoratori non operano all’interno della propria azienda (dove conoscono tutte le misure di sicurezza in caso di pericolo) ma quando operano in ambienti esterni nei quali possono essere presenti rischi non conosciuti (manutenzione o riparazione di attrezzature, addetti alle pulizie uffici in orario extra lavorativo, guardiani notturni, autotrasportatori..)

Nell’analisi del rischio lavoro in solitario è necessario:

  • Valutare i rischi ambientali propri dei luoghi e del contesto nei quali il lavoratore solitario deve operare;
  • Verificare che le strutture e le attrezzature di lavoro siano a norma;
  • Verificare la presenza di un pacchetto di medicazione;
  • Acquisire il parere del medico competente sull’idoneità del lavoratore al lavoro in solitudine (giudizio basato sulla salute e sulla emotività);
  • Fornire al lavoratore i DPI necessari;
  • Fornire al lavoratore informazione e formazione specifica.

E’ inoltre consigliabile predisporre una procedura che preveda:

  • cellulare in dotazione, programmato sul numero di emergenza aziendale;
  • GPS (per lavoratori operanti su gradi aree esterne);
  • chiamata telefonica o invio di segnale convenzionale a intervalli stabiliti dal lavoratore alla sede;
  • dispositivi di uomo presente o dispositivi di allarme automatico, in dotazione personale al lavoratore;
  • formazione specifica sulla gestione delle emergenze (il lavoratore deve agire come addetto all’emergenza per la sua stessa sicurezza (togliendo tensione, chiudendo una valvola, utilizzando un estintore).

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