Seppur non ancora disciplinato da alcuna norma dedicata, l’uso di questionari appare sempre più importante nella pratica quotidiana del Medico Competente. Questo uso dovrà essere sempre a supporto di una necessaria ed accurata raccolta anamnestica e di un’attenta visita medica, il tutto mirato ai rischi cui i lavoratori sono esposti ma anche alle loro condizioni di salute.

Medicina del lavoro: uso dei questionari

Molti Organi di Vigilanza sul territorio nazionale insistono per l’utilizzo di questo strumento utile ad evidenziare con buon anticipo problematiche per la salute, sia dei singoli che di tutta la comunità lavorativa.

Sono già molto diffusi questionari dedicati al monitoraggio di rischi di cui ne è indicato l’uso; così per l’AUDIT C ed il CAGE come screening dell’abitudine ad assumere bevande alcoliche, col primo (AUDIT C) accreditato da diverse Linee Guida regionali.

Più variegati i questionari abbinati alle verifiche per l’assunzione di psicofarmaci e/o sostanze stupefacenti; per entrambi i rischi un forte impulso è stato comunque creato dai disposti del DLvo 81/08,in relazione all’idoneità specifica alla conduzione di veicoli per lavoro  e per  altre attività specificatamente  tabellate. Si è in attesa di un aggiornamento di queste norme specifiche, ma sembra che l’uso dei questionari sarà confermato, con indicazioni di scelta  obbligatoria.

Negli ultimi anni grande diffusione  hanno avuto  molti questionari indirizzati al monitoraggio dello stress lavoro correlato, dalla proposta INAIL a tutti quelli validati a livello europeo ed internazionale ( Karasek, OSQ,ecc..) fino ai molti ideati appositamente (es. ASL Verona).   L’uso di questionari per questo specifico uso ha avuto molti detrattori ma sicuramente hanno rappresentato, se ben usati e con risultati giustamente interpretati, un mezzo molto utile soprattutto nello screening di alti numeri di lavoratori.

Altre pratiche applicazioni dei questionari si hanno per tutte le tematiche di tipo ergonomico (movimentazione manuale dei carichi, spinta e tiro, movimenti ripetitivi degli arti superiori, movimentazione manuale di persone, utilizzo di videoterminali ecc), per azioni di filtro in attività con profili di rischio particolari ( lavoro notturno, in altezza, in spazi confinati ecc) e per la raccolta dei dati richiesti  dai più diffusi sistemi di gestione.

In tutti i casi la consuntivazione dei dati ottenuti ha permesso (o dovrebbe consentirlo) di indirizzare il Medico Competente e/o il consulente aziendale, esecutori dell’attività, alle priorità di azione, all’aggiornamento di aspetti valutativi teoricamente differenti e quindi ad una condivisione con tutte le figure aziendali, lavoratori in primis, preposte alla salute ed alla sicurezza dei luoghi di lavoro.

Quando  quest’uso sarà abbinato ai dovuti atti sanitari, ai possibili monitoraggi biologici ed ambientali e ad una buona attività formativa, l’attività del Medico Competente avrà la maggior probabilità possibile di garantire effettivamente  la SALUTE dei lavoratori sorvegliati.

Fonte: PuntoSicuro