Agricoltura: lavoro nero e morti bianche

Il periodo estivo nel mondo dell’agricoltura è il momento dell’ anno più intenso e faticoso, quello in cui si lavora di più e quello in cui, purtroppo, si muore di più. E a provocare la maggior parte degli infortuni mortali nei campi è il trattore. 

morti bianche agricoltura- incidente di un trattore

Morti bianche agricoltura – Osservando la cronaca degli ultimi due mesi, tra giugno e luglio, emergono decine di decessi sul lavoro in agricoltura. Questi perché esiste una stagionalità degli infortuni mortali nel settore che ben si definisce nei dati del nostro Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering.

Nel triennio 2011-2013 emerge che la maggior parte degli infortuni, mortali e non, è avvenuto nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre, ovvero nei mesi caratterizzati in genere da una più intensa attività agricola.

Il mese più colpito in assoluto è maggio con 175 infortuni mortali nel triennio. Dal 2011 al 2013 nel settore agricolo si sono contate il 40 per cento di tutte le vittime sul lavoro registrate in Italia: 606 operatori agricoli su 1515 morti bianche rilevate nel Paese escludendo gli infortuni in itinere.

Nel solo 2015 l’Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) ha rilevato 111 incidenti con trattori agricoli che hanno causato 46 vittime e 70 feriti.

Per quanto riguarda il lavoro nero, secondo l’Istat i lavoratori irregolari in agricoltura erano 197 mila nel 2011, ed erano saliti a 201 mila nel 2012 (ultimi dati disponibili). Incidenze e numeri piuttosto elevati che derivano anche dal carattere di stagionalità ed occasionalità dell’occupazione nel settore agricolo.

In conclusione, unendo il lavoro irregolare all’ assenza di tutela contrattuale, otteniamo logicamente un incremento del rischio di infortunio per il lavoratore che, nella realtà, corrisponde ai numerosi incidenti che possiamo rilevare quotidianamente.