Patologie Spalle Mani di Cassiere e Scaffalisti

Patologie Spalle Mani

Al 62% degli addetti alle casse e agli scaffali Italiani è stato diagnosticata patologia a spalle e mani; le più diffuse sono tendinopatie e sindromi del tunnel carpale.

Gli esperti denunciano da anni la sottovalutazione del rischio per questa tipologia di mansioni: la maggioranza dei lavoratori vittima di queste patologie ha dolori persistenti alle spalle e alle mani a causa di movimenti ripetitivi e di una cattiva ergonomia delle postazioni di lavoro.

La ricerca “Patologie muscolo-scheletriche nella grande distribuzione organizzata: indagine sanitaria ed esperienza di prevenzione”, presentata in un recente seminario da Monica Puccetti, medico del lavoro dell’Azienda Usl 2 di Lucca, si occupa dei 450 mila lavoratori di ipermercati e discount che, a causa di una valutazione dei rischi approssimativa e di una sorveglianza sanitaria carente o del tutto assente, subiscono conseguenze anche gravi, ogni anno.

L’indagine è stata realizzata mediante un questionario finalizzato alla rilevazione dei sintomi e una scheda di valutazione clinica per l’effettuazione dell’esame obiettivo.

Giuliana Mesina, segretaria nazionale della Filcams Cgil commenta cos’ì: “Da anni denunciamo la sottovalutazione del rischio in questo settore. i dati in costante ascesa delle malattie professionali, d’altronde, ci dicono che i movimenti ripetitivi e il sovraccarico biomeccanico, caratteristiche tipiche di queste mansioni, sono insidie nascoste ma molto pericolose. E’ necessaria una maggiore presa in carico di questo tema, prima di tutto da parte delle aziende, che non devono vedere la prevenzione come un costo, ma come una vera e propria leva per la produttività e la qualità del lavoro. Anche le organizzazioni sindacali possono fare di più, anzitutto ristabilendo il nesso tra i dati che le ricerche ci offrono e il miglioramento degli ambienti e delle condizioni di lavoro che la pratica della contrattazione deve conquistare”.

Lo studio ci dice, quindi, che l’attività lavorativa di cassa e di rifornimento scaffali dei supermercati comporta un rischio significativo di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Ma quali sono le cause? C’è sicuramente un mix di fattori: posture incongrue, ripetitività ed elevata frequenza dei movimenti, carenza di tempi di recupero, ritmi di lavoro imposti, esposizione al freddo. E ci sono, come hanno evidenziato gli autori della ricerca nel corso dei sopralluoghi e delle analisi dei documenti aziendali di valutazione del rischio, grandissime carenze nell’osservazione dei fattori di rischio e criticità nell’applicazione dei metodi di valutazione.

Per quanto riguarda la valutazione del rischio di questo settore, viene fatta in maniera generica raccogliendo i risultati di tutti i punti vendita, senza tenere conto della specificità del singolo negozio (organizzazione e configurazione del negozio, numero addetti, turni di lavoro), tendendo a sottovalutare i fattori relativi a posture e ripetitività dei movimenti.

Per finire, si è riscontrata una carenza per quanto concerne la formazione specifica, soprattutto sugli aspetti del sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, e nella sorveglianza sanitaria, purtroppo non prevista o prevista solo per il rischio da movimentazione manuale dei carichi.