Pirelli: condannati 11 ex manager del gruppo

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11 condanne a pene tra i 3 e i 7 anni e 8 mesi di reclusione è il risultato del il processo a carico di altrettanti ex dirigenti della Pirelli imputati a 24 casi di operai morti o che si sono ammalati di forme tumorali a causa dell’amianto, dopo avere lavorato negli stabilimenti milanesi della Pirelli.

Gli imputati rispondono a vario titolo di cooperazione in omicidio colposo aggravato e in lesioni gravissime.

Sono stati tutti membri del consiglio di amministrazione della Pirelli tra il 1979 e il 1989. La sentenza è stata emessa dai giudici della sesta sezione penale, che hanno sostanzialmente accolto la ricostruzione del pm Maurizio Ascione secondo la quale gli operai sono morti a causa dell’inalazione di fibre di amianto nelle fabbriche di via Ripamonti e viale Sarca.

Dopo la lettura della sentenza, alcuni dei parenti delle vittime presenti in aula hanno esultato. Attivisti di Medicina Democratica e dell’Associazione italiana esposti amianto, parti civili nel processo, hanno commentato “Abbiamo dimostrato che uniti si vince – hanno spiegato – questa volta siamo riusciti a far condannare il padrone”.

Di seguito elenchiamo le condanne dei singoli imputati:

Ludovico Grandi, amministratore delegato della Pirelli negli anni ’80, è stato condannato a 4 anni e 8 mesi, l’ex ad Gianfranco Bellingeri a 3 anni e 6 mesi. La pena più alta è stata inflitta a Luciano Isola, consigliere di amministrazione dal 1980 al 1986, condannato a 7 anni e 8 mesi. Quella più bassa (3 anni di reclusione) ad altri tre ex componenti del cda della fabbrica degli pneumatici della Bicocca: Gabriele Battaglioli, Carlo Pedone e Roberto Picco. Tra i condannati anche Piero Sierra, ex ad Pirelli ed ex presidente dell’Airc (Associazione Italiana per la ricerca sul cancro), con una pena di 6 anni e 8 mesi, la stessa toccata a Guido Veronesi.

Nell’elenco dei condannati anche Gavino Manca (5 anni e 6 mesi) Omar Liberati e Armando Moroni, entrambi a 3 anni.