Progetto Expo 2015 contro le malattie professionali: “Bodyliving al lavoro”

Expo 2015 contro le malattie professionali

All’interno del padiglione Italia, verrà presentato il progetto Expo 2015 contro le malattie professionali, a cura di INAIL, atto a prevenire i disturbi muscolo-scheletrici e i possibili rischi causati da troppa attività sedentaria. Nel mese di settembre verranno mostrati i risultati possibili grazie alla definizione di postazioni più sicure e una maggiore attenzione al fisico.

Il programma “Bodyliving al lavoro” ha vinto il premio Visibilità della sezione femminile di Expo 2015, la cosiddetta “We Women for Expo”, “Un progetto idoneo a creare valore e cambiamento positivo nella vita delle donne”. Nel dettaglio, l’obiettivo è accendere i riflettori su quei lavoratori e lavoratrici che abitualmente usano videoterminali o svolgono un’attività per lo più sedentaria.

Verrà anche mostrato uno studio durato 8 mesi, dove alcuni lavoratori sono stati seguiti da un team di esperti e da Mariantonia Lusenti, la fisioterapista ideatrice del metodo, la quale commenta cos’ì:

“Il nome Bodyliving richiama alla mente l’esigenza che ognuno di noi ha di abitare il proprio corpo nel migliore dei modi, cercando di ascoltarlo anche sul lavoro. Così si possono evitare i rischi legati, per esempio, a una postura prolungata o allo stress lavoro-correlato”. “Bodyliving prevede, così, ascolto del corpo, lezioni teoriche e – solo successivamente – esercizi individuali e di gruppo per prevenire i rischi legati a una postura fissa e prolungata. Uno dei nostri primi obiettivi è stato quello di prendere consapevolezza del proprio corpo, a partire dal respiro e dalla postura, come la libertà di muoversi su una sedia anche se in uno spazio ristretto o la possibilità di ossigenare frequentemente l’ambiente e depurarlo da microrganismi. Ma abbiamo analizzato in un’ottica di sicurezza e benessere organizzativo anche i cibi che mangiamo quotidianamente o gli aspetti relativi alla conciliazione lavoro-famiglia”. “Un modello esportabile in tutti gli ambienti”. “Bodyliving” vuole segnare, in definitiva, un approccio “olistico” ai temi della prevenzione, in grado di essere traslato in tutti gli ambienti di vita e di lavoro. “Quando si importa un programma del genere all’interno delle aziende il rischio è quello di essere percepiti come dei sostituti del medico del lavoro o dei controllori. In realtà la nostra finalità è la prevenzione: intesa non solo come esami diagnostici, ma anche come analisi dei propri stili di vita, ascolto della sfera sensoriale o analisi del nostro approccio teorico e pratico al lavoro. In quest’ottica il risultato qualitativo più importante è stato, così, il cambiamento della mentalità e una maggiore attenzione e cura della propria postazione di lavoro”.