L’intercettazione di nascosto delle conversazioni tra colleghi o con il superiore consentono il licenziamento in tronco del dipendente.

Registrazione conversazioni sul lavoro

La legge consente di registrare le conversazioni tra presenti purché queste avvengano fuori dall’ abitazione, ufficio, automobile o in qualsiasi altro luogo ove si svolge la vita privata della persona “intercettata”.Tale divieto si estende anche al posto di lavoro. Il dipendente, infatti, non può effettuare registrazioni clandestine di conversazioni fra colleghi o con il superiore.

Questo perchè l’uso di impianti o strumenti di controllo dell’attività dei lavoratori è consentito al solo datore di lavoro per esigenze organizzative e/o per tutelare la sicurezza del lavoro, in forza di accordo sindacale o di autorizzazione della direzione territoriale del lavoro.

Pertanto è vietato al lavoratore di utilizzare registratori in ufficio per finalità proprie. Il divieto vale anche se la registrazione serve per precostituirsi prove da far eventualmente valere in causa contro il proprio datore di lavoro o contro i propri colleghi, in quanto tale comportamento implica la lesione del diritto dei lavoratori a non essere sottoposti a controlli a distanza.

La registrazione dei colleghi o del datore di lavoro, all’insaputa di questi, può però legittimamente avvenire fuori dall’azienda, come chiarito dalla Cassazione, “chi dialoga accetta il rischio che la conversazione sia registrata”.

Fonte: La legge per tutti