Le schede di sicurezza (per come le intendiamo oggi) sono state introdotte in Italia negli anni ‘90 del secolo scorso allo scopo di uniformare e standardizzare le informazioni legate agli agenti chimici presenti nei luoghi di lavoro.

Sviluppando sedici punti obbligatori (a cura del produttore e/o distributore nell’Unione Europea) si ottiene una vera e propria “carta di identità” dell’agente; l’assimilazione delle informazioni riportate nella scheda consentono quindi un utilizzo più consapevole riducendo preventivamente il rischio da esposizione ad agenti chimici.

L’Unione Europea ha nel corso del tempo aggiornato la legislazione in materia di sostanze chimiche. Tra i vari interventi sulla materia segnaliamo in particolare:

  • Il Regolamento REACH, che istituisce un sistema integrato di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostane chimiche in uso;
  • il Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging – Regolamento CE n. 1272/2008) che si propone di armonizzare nell’Unione Europea le informazioni sui pericoli e sulle tossicità associate alle sostanze chimiche, che è diventato completamente obbligatorio dal 1 giugno 2015.

La Regione Lombardia ha recentemente pubblicato una linea guida attraverso la quale tutte le recenti novità in materia vengono sintetizzate in una check list, attraverso la quale è possibile determinare più facilmente se le scheda di sicurezza che abbiamo a disposizione in azienda sono conformi alle più recenti normative.

La linea guida è consultabile qui.