Sicurezza cantiere, caso Expo insegna: si parte da progettazione

caso Expo insegna

110 ettari di estensione, opere realizzate per 1,9 miliardi, 9.500 imprese coinvolte, un picco di 10mila persone al lavoro sul sito, 89 infortuni, nessuno mortale, in tre anni e mezzo di lavori con una prognosi media di 21 giorni: sono i numeri diffusi nel convegno “Sicurezza Cse. Il caso del cantiere di Expo” organizzato da Metropolitana Milanese, che festeggia 60 anni, sul sito espositivo. Expo 2015 è un buon esempio di collaborazione in cui società, imprese, maestranze, operai e sindacati hanno fatto ognuno la propria parte in modo convinto dall’inizio, per arrivare a un risultato positivo visibile: è il bilancio tracciato dal commissario Giuseppe Sala e dai vertici di MM.

“Se su altri argomenti forse non o abbiamo fatto e abbiamo avuto problemi nel corso della nostra storia, e tutti si immaginano a cosa mi riferisco, devo dire che sul tema sicurezza c’è stata da subito grande attenzione che ha portato ai risultati che abbiamo visto”.

Il lavoro è appena iniziato, è il bilancio del convegno, ora bisogna gestire i 120 giorni che mancano alla conclusione e soprattutto la fase successiva dello smantellamento, che va dal 1 novembre al 31 maggio, come ha sottolineato anche io presidente di MM, Davide Corritore.

“Ha la sensazione che dovremo lavorare di più in questi prossimi mesi rispetto al passato perché i livello di attenzione devono rimanere molto alti”.

L’esperienza di Expo ha dimostrato e dimostra che sulla sicurezza non si improvvisa, come conclude il direttore generale di MM, Stefano Cetti.

“A volte si trascura e si vede la questione sicurezza come tema di gestione in cantiere ma la sicurezza nasce da attenta attività progettuale”.