È in dirittura d’arrivo una legge collegata al ddl Stabilità che disciplina le prestazioni dei lavoratori dipendenti fuori azienda. In pratica lo Smart Working, chi lavora da casa.

La legge interviene su tutta una serie di materie, diritti, privacy, infortuni, retribuzione, ma soprattutto costituisce inoltre una norma-cornice che lascia spazio alla contrattazione collettiva e individuale.

Lo scopo del lavoro agile viene definito dall’articolo 1 del ddl (“Incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”.

I requisiti sono l’esecuzione della prestazione fuori dai luoghi aziendali, anche solo in parte (un giorno a settimana), la possibilità di usare strumenti tecnologici per svolgere il lavoro in remoto e l’assenza di una postazione fissa anche fuori dai locali aziendali.

Per quanto riguarda la retribuzione, il trattamento economico e normativo non deve essere inferiore a quello degli altri addetti che operano in azienda.

I controlli del datore di lavoro devono restare nell’ambito dell’accordo individuale o nel rispetto della legge sui controlli a distanza.

In materia di sicurezza sul lavoro, il ddl copre sia gli infortuni occorsi lavorando fuori azienda sia quelli avvenuti durante il normale percorso di andate e ritorno ad esempio dal luogo di abitazione al coworking.