Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri (28 gennaio 2016) del disegno di legge sul lavoro agile, meglio conosciuto come smartworking, risulta opportuno soffermarsi a pensare come questa nuova tipologia di lavoro sia una vera e propria rivoluzione culturale che risponde a nuove esigenze del lavoratore in favore di un impiego più flessibile e più improntato alla produttività.

Smartworking

I vantaggi di questa nuova forma di impiego, infatti, sono molti:

  • minore impatto sull’ambiente e calo di traffico dovuto ai minori spostamenti necessari per raggiungere le sedi di lavoro;
  • maggior disponibilità di tempo a favore della vita privata del lavoratore;
  • costi inferiori per l’azienda dal punto di vista dei consumi e dell’organizzazione.

Nel disegno di legge non vengono previste nuove tipologie contrattuali per il lavoro agile o smartworking: esso viene infatti considerato una modalità flessibile di lavoro subordinato.

Partendo da questa definizione, occorre che le modalità di lavoro subordinato dello smartworker venga svolto con regole particolari, che devono essere messe per iscritto in un “accordo” tra Datore di Lavoro e lavoratore agile (art. 14).

La legge prevede inoltre per lo smartworking il diritto al trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda (art. 15).

L’art. 18 si sofferma invece sul campo della salute e sicurezza sul lavoro: con l’introduzione di questa nuova tipologia di lavoro subordinato, il Datore di Lavoro e il SPP (Servizio di Prevenzione e Protezione) devono slegarsi dalla concezione di valutazione dei rischi eseguita per luogo di lavoro o in base al fattore tempo di esposizione: la valutazione dei rischi dovrà infatti essere improntata sull’analisi dei rischi collegati alla mansione e sul concetto di “responsabilizzare” il lavoratore mediante la stipula dell’Accordo di cui all’art 14 e la corretta formazione e informazione dei lavoratori ai sensi del art. 37 del D.Lgs. 81/08 e del Accordo Stato Regioni del 21/12/2011.

Al lavoratore agile verrà garantita copertura INAIL in caso di infortuni (art. 19).

Si attende la pubblicazione del disegno di legge sulla Gazzetta Ufficiale, entrando così a pieno titolo nelle organizzazioni la possibilità di applicare il lavoro agile o smartworking.

Fonte:  Jobs Act, DdL “lavoro agile – smartworking”

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