Autore:  Roberta Pellizzon
Fonte:   Portale agenti fisici, D.Lgs.81/08

radiazioni ottiche artificiali roa

Al fine di poter valutare il rischio da esposizione a Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) è necessario effettuare in prima battuta una mappatura delle attività, delle sorgenti e dei luoghi dove sono impiegate le ROA: occorre analizzare le singole attività con uso di sorgenti ROA per potere valutare la tipologia di lavoratori coinvolti e la loro effettiva esposizione.

Tuttavia, costituisce esperienza condivisa che talune sorgenti di radiazioni ottiche, nelle corrette condizioni d’impiego, non danno luogo ad esposizioni tali da presentare rischi per la salute e la sicurezza.

In questi casi è giustificato non dover procedere ad una valutazione del rischio più dettagliata.

Il termine “giustificazione” riportato nell’art.181, comma 3 del D.Lgs. 81/08, si riferisce a tutte quelle situazioni espositive per le quali non è necessario effettuare un approfondimento della valutazione.

La giustificazione del datore di lavoro è quindi la modalità prevista dalla legislazione sugli agenti fisici per interrompere il processo valutativo in caso di assenza di rischio o di sua palese trascurabilità.

In ambiente di ufficio si ritengono giustificabili tutte le apparecchiature che emettono radiazione ottica non coerente classificate nella categoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198:2009, così come le lampade e i sistemi di lampade, anche a LED, classificate nel gruppo “esente” dalla norma CEI EN 62471:2009 (ad esempio l’illuminazione standard, i monitor dei computer, i display, le fotocopiatrici, le lampade e i cartelli di segnalazione luminosa).

Al seguente link è possibile scaricare il documento aggiornato (edizione 2014):

Prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro – Indicazioni operative

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