Prevenzione Incendi

Con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 01 agosto 2011 (D.P.R. 151/2011) è stato emanato il “Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi”, meglio noto come “Regolamento di prevenzione incendi”.
Esso individua le attività soggette ai controlli da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e ne disciplina il deposito delle relative segnalazioni certificate di inizio di attività (SCIA) e, quando necessario, dei progetti, il loro esame e le relative visite tecniche ispettive da parte dei Vigili del Fuoco, svolte al fine di verificare l’implementazione delle condizioni progettuali di sicurezza antincendio da parte del titolare dell’attività.

Il nuovo D.P.R. 151/2011, ha operato una sostanziale semplificazione relativamente agli adempimenti da parte dei soggetti interessati, recependo la Legge del 30 luglio 2010 n. 122 in materia di snellimento dell’attività amministrativa, e ha abrogato, di fatto sostituendoli, i precedenti provvedimenti legislativi in materia, tra cui il conosciuto Decreto del Ministero dell’Interno 16 febbraio 1982 concernente la “Determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi”.

Tipologie di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi

Le attività soggette ai procedimenti di cui al Regolamento di prevenzione incendi, D.P.R. 151/2011, sono ottanta, e l’elenco completo è consultabile sul sito web del Vigili del Fuoco al seguente link.
Le attività già in precedenza individuate dall’abrogato Decreto del Ministero dell’Interno 16 febbraio 1982 sono convertite nelle nuove attività del D.P.R. 151/2011. Al seguente form on-line è possibile effettuare la conversione.
Le attività soggette possono essere ricondotte a tre categorie di complessità, in funzione di parametri che incidono sulla sicurezza antincendio quali le dimensioni o l’altezza della struttura, le quantità di combustibile presente, il numero di persone interessate, la potenzialità del calore prodotto ecc.
Si riportano di seguito le tre categorie di attività soggette, con l’indicazione schematica dei principali adempimenti procedurali di riferimento:

CATEGORIA A: attività dotate di “regola tecnica” di riferimento e contraddistinte da un limitato livello di complessità, legato alla consistenza dell’attività, all’affollamento ed ai quantitativi di materiale presente. Procedimento:

  • Presentazione SCIA con asseverazione tecnica
  • Controllo a campione in sito da parte dei Vigili del Fuoco
  • Rinnovo periodico di conformità antincendio

CATEGORIA B: attività presenti in A, quanto a tipologia, ma caratterizzate da un maggiore livello di complessità, nonché le attività sprovviste di una specifica regolamentazione tecnica di riferimento, ma comunque con un livello di complessità inferiore al parametro assunto per la categoria “superiore”. Procedimento:

  • Presentazione SCIA con progettazione tecnica
  • Valutazione progetto da parte dei Vigili del Fuoco
  • Controllo a campione in sito da parte dei Vigili del Fuoco
  • Rinnovo periodico di conformità antincendio

CATEGORIA C: attività con alto livello di complessità, indipendentemente dalla presenza o meno della “regola tecnica”. Procedimento:

  • Presentazione SCIA con progettazione tecnica
  • Valutazione progetto da parte dei Vigili del Fuoco
  • Controllo in sito da parte dei Vigili del Fuoco
  • Rilascio del certificato di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco
  • Rinnovo periodico di conformità antincendio

Il rinnovo della conformità antincendio ha una periodicità dai 5 ai 10 anni in funzione della categoria e tipologia di attività.

Obblighi per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi

Le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi hanno l’obbligo di mantenere in stato di efficienza i sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio che sono ritenute necessarie in fase di progettazione o asseverazione tecnica antincendio, e di effettuare verifiche di controllo e interventi di manutenzione secondo le cadenze temporali che sono indicate dai Vigili del Fuoco nel certificato di prevenzione incendi o all’atto del rilascio della ricevuta a seguito della presentazione della segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA). Le attività soggette, inoltre, hanno l’obbligo di assicurare un’adeguata informazione sui rischi di incendio connessi con la specifica attività, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sulle precauzioni da osservare per evitare l’insorgere di un incendio, e sulle procedure da attuare in caso di incendio. Tutti i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione e l’attività di informazione, devono essere annotati in un apposito registro a cura dei responsabili dell’attività. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza dei Vigili del Fuoco. Per le aziende si applicano, altresì, i restanti e complementari obblighi previsti dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Piano di emergenza

Ai sensi dell’Art. 5 del D.M. 10/3/1998 recante “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro” ogni attività che occupa oltre nove dipendenti ha l’obbligo di realizzare il Piano di emergenza e di evacuazione. Tale obbligo è in capo, inoltre, a tutte le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco, elencate nel D.P.R. 151/2011, indipendentemente dal numero di lavoratori occupati.
La mancata elaborazione del Piano di emergenza e di evacuazione per le aziende o unità produttive assoggettate costituisce, altresì, una grave violazione che può determinare la sospensione dell’attività imprenditoriale, come previsto dall’Allegato I del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i..
Nei casi differenti dai precedenti, in cui cioè il Piano di emergenza e di evacuazione non è cogente perché l’attività non supera i nove dipendenti o perché non è inquadrata tra quelle soggette ai controlli di prevenzione incendi, il Testo Unico D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. prevede comunque, all’Articolo 43 sulle disposizioni generali per la gestione delle emergenze, che le aziende adottino procedure affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave e immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell’impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate al fine di evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili in azienda.
Il Piano di emergenza e di evacuazione si struttura come uno strumento interno documentato, in cui siano individuati gli scenari emergenziali che si potrebbero concretizzare nei luoghi di lavoro, e siano descritte le conseguenti azioni da mettere in atto, considerando i sistemi di protezione in essere, i percorsi d’esodo verso l’esterno e i luoghi di raccolta, le modalità di attivazione e diffusione dell’allarme, la presenza di persone particolarmente vulnerabili (diversamente abili, bambini ecc.) o di lavoratori particolarmente esposti al rischio di incendio o esplosione, i ruoli, la formazione e il coordinamento degli incaricati alla lotta antincendio e gestione delle emergenze, le modalità di chiamata dei soccorsi istituzionali esterni, o ogni altra condizione utile a pianificare l’emergenza in applicazione delle linee guida contenute nell’Allegato VIII del D.M. 10/3/1998 e del nuovo Codice di Prevenzione Incendi, D.M. 3/8/2015.
Attraverso l’elaborazione del Piano di emergenza e di evacuazione, l’azienda sviluppa le sue capacità di previsione, prevenzione e protezione da eventi emergenziali generali, che possono cioè interessare anche la popolazione comune, e scenari incidentali specifici correlati alla propria fattispecie di attività ed al proprio contesto di insediamento o di operatività.
Il Piano di emergenza e di evacuazione deve essere, quindi, redatto, illustrato, praticato e aggiornato periodicamente; quando necessario deve essere integrato con elaborati grafici quali le Planimetrie di emergenza e di evacuazione che, affisse presso i luoghi di lavoro, illustrano in pianta gli ambienti, i percorsi e le uscite di emergenza, l’ubicazione dei presidi antincendio e di salvataggio, con la finalità di fornire informazione alle persone presenti.

Planimetrie

Le istruzioni antincendio possono essere fornite ai lavoratori predisponendo semplici planimetrie contenenti informazioni utili al fine di agevolare l’esodo in caso di emergenza. Esse devono essere installate in punti opportuni ed essere chiaramente visibili. Tale adempimento è consigliabile per tutte le attività, in particolare quelle a maggior rischio di incendio.

Prova di evacuazione

Parimenti all’obbligo della redazione del Piano di emergenza, le predette categorie di attività ad esso assoggettate hanno l’obbligo di svolgere esercitazioni periodiche antincendio per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento. Ai sensi dell’Allegato VIII del D.M. 10/3/1998 sulla sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, la periodicità minima di svolgimento delle Prove o esercitazioni antincendio e di evacuazione è annuale per tutte le attività che occupano oltre nove dipendenti o che sono soggette ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Vigili del Fuoco. Tale periodicità minima è aumentata da altri dispositivi normativi quando l’attività è soggetta, altresì, a Regole Tecniche Verticali specifiche di sicurezza antincendio (ad esempio almeno tre nell’anno per gli asili nido che superano le trenta persone presenti, o almeno due nel corso dell’anno scolastico per le scuole di ogni ordine e grado che superano le cento persone presenti).
Le Prove di evacuazione costituiscono parte integrante e sostanziale della pianificazione d’emergenza in ambito aziendale o interaziendale, e sono necessarie ad addestrare i comportamenti individuali, a familiarizzare con i presidi d’emergenza e i sistemi d’esodo, a metabolizzare le azioni da attuare per una completa e sicura evacuazione delle persone, ad acquisire la consapevolezza necessaria a sviluppare le capacità di resilienza e di gestione delle emozioni in caso di pericolo grave e imminente.
Le Prove di evacuazione devono essere registrate per mezzo di apposito verbale riportante la data di svolgimento, lo scenario simulato, i tempi impiegati per l’esodo dagli ambienti, le criticità emerse e le azioni di miglioramento possibili.

Parere di conformità antincendio

Il parere di conformità antincendio è una richiesta di valutazione progetto di prevenzione incendi alla quale deve essere allegata la documentazione prescritta dai Vigili del Fuoco. Sono tenuti a farne richiesta le aziende che pianificano la costruzione di nuovi impianti oppure la modifica di quelli esistenti.

Certificato di prevenzione incendi (CPI) + voltura e rinnovo

Il certificato di prevenzione incendi (CPI) è un attestato che certifica il rispetto della normativa, ossia la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. E’ necessario predisporre il CPI nel caso in cui l’attività rientri tra quelle riportate nell’allegato I del D.P.R. 151/11. Oltre alla redazione del documento forniamo anche il servizio di rinnovo CPI e voltura CPI.

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