Si chiama “Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti” il successore del Sistri, ed obbliga al suo utilizzo un novero di soggetti più ampio di quello previsto dal soppresso dal sistema.

Al neo registro sono obbligati ad iscriversi enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, i produttori di rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi e gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi, i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, nonché, con riferimento ai rifiuti non pericolosi, i soggetti di cui all’articolo 189, comma 3, del D.Lgs. 152/2006.

Il campo di applicazione del nuovo sistema non appare più contemplare le esenzioni dall’obbligo di iscrizione previste dalla soppressa “normativa Sistri” a favore di alcune piccole strutture e per soggetti che interagivano esclusivamente con rifiuti urbani.

I termini entro cui iscriversi al neo registro saranno dettati dal Ministero dell’Ambiente con un relativo Decreto, unitamente alle regole organizzative e funzionali del sistema, adempimenti di dettaglio a carico degli operatori e norme sanzionatorie.

Fonte: ingegneri.info – rete ambiente