In questo articolo facciamo un breve riepilogo di quelli che sono i rischi professionali per i lavoratori addetti alla produzione e confezionamento di capi di abbigliamento.

Senza dubbio la prima fase di lavoro è la creazione stilistica, attività finalizzata alla realizzazione del modello.

I rischi lavorativi in questa fase sono sostanzialmente di natura muscolo scheletrica (postura, movimenti ripetitivi) e di tipo visivo. L’affaticamento visivo è difatti uno dei principali disturbi, sia nell’aziende di tipo artigianale, dove l’attività è svolta in modo prettamente manuale (su carta), sia nelle aziende di dimensioni maggiori, dove si adottano dei sistemi computerizzati e che implicano l’utilizzo di videoterminali per la creazione del modello.

A seguire veniamo alla fase di controllo e preparazione del tessuto, comprese le operazioni di stoccaggio delle materie prime, la cui movimentazione può essere manuale o meccanizza.

Questa fase è spesso caratterizzata dall’impiego di macchinari specifici per il controllo visivo del tessuto (tramite rulli), i cui rischi sono principalmente di tipo igienico-sanitario (posture incongrue, movimenti ripetitivi per l’arto superiore, affaticamento visivo) e di tipo infortunistico (rischio di schiacciamento degli arti superiori, di presa, trascinamento, impigliamento).

Un’altra fase rilevante, tipica del comparto tessile, è il taglio del tessuto.

I rischi lavorativi associati a questa fase di lavoro sono principalmente di tipo infortunistico ossia taglio e cesoiamento.

Le ultime fasi riguardano il controllo qualità e la spedizione del capo (comprese le operazioni di inscatolamento e di imballaggio). I rischi professionali sono essenzialmente riconducibili sia allo spostamento/sollevamento dei carichi (movimenti ripetitivi, posture incongrue, sovraccarico del rachide) sia ai rischi di tipo infortunistico (cadute dall’alto, ribaltamento).

Dopo aver elencato i principali rischi, alcuni dei quali da approfondire a seconda della realtà aziendale; concludiamo ribadendo l’importanza della formazione del personale in merito ai rischi specifici (postura, affaticamento visivo, movimentazione manuale dei carichi, rischi infortunistici ecc.) e un’attenta sorveglianza sanitaria da parte del medico compente in relazione al tipo mansione di ogni lavoratore e a quanto emerso dal documento di valutazione del rischio aziendale, ove vengono elencate le apposite misure di prevenzione e protezione da adottare.

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