Autore: Roberta Pellizzon
Fonte: L. 125/2001, Provvedimento 16/03/2006, D.Lgs. 81/08

alcol

E’ ormai nota la correlazione negativa tra assunzione di bevande alcoliche e condizione operativa.

Molti sono i problemi correlati all’assunzione di alcol:

  • Le assenze dal lavoro del lavoratore alcolista sono circa di 3-4 volte maggiori rispetto a quelle degli altri lavoratori;
  • Le assenze per malattia del lavoratore alcolista sono 4 volte maggiori rispetto a quelle degli altri lavoratori;
  • L’alcolismo è la causa del 40% dei cambi di lavoro (turnover);
  • L’assunzione di alcol durante l’orario di lavoro è causa di un maggior numero di infortuni.

E’ ormai dimostrato il rapporto tra infortuni e assunzione di alcol – rallentamento ideativo e motorio – da ciò nasce e si sottolinea l’importanza di evitare il consumo di alcol durante il turno di lavoro.

In Italia, la Legge 125/2001, per i lavori che comportano alto livello di concentrazione, produttività e responsabilità verso terzi, sottolinea e rimarca l’importanza di non assumere alcol nei luoghi di lavoro, anche nell’orario mensa/pausa pranzo. E’ infatti stimato che il corpo umano impiega circa 2 ore per smaltire un’unità alcolica (si veda Figura 1), quindi, se si assume dell’alcol nella pausa pranzo, a ripresa del turno pomeridiano, la persona non ha ancora smaltito completamente la percentuale di alcol nel sangue.

unità grammi alcol

L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) classifica l’alcol tra le droghe poiché, come le altre droghe, l’alcol ha potere psicoattivo (in grado cioè di modificare il comportamento del cervello) e quindi altera il comportamento umano.

Relativamente all’assunzione di alcol sul lavoro la normativa che lo regolamenta è la seguente:

L. 125/2001: “Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati”.

Provvedimento 16/03/2006: “Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell’articolo 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125.”

D.Lgs. 81/08: “Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. In particolare per le attività lavorative ad elevato rischio, individuate nel Provvedimento 16/03/2006 (Allegato I Provvedimento 16/03/2006) vige il divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche; ai lavoratori è consentito bere bevande alcoliche all’esterno e fuori dall’orario di lavoro, ma il tasso di alcol nel sangue durante le ore di lavoro deve essere pari a zero.

Al fine di vigilare sul rispetto di tale divieto, il Datore di Lavoro deve nominare il Medico Competente, il quale provvederà a sottoporre a controllo alcolimetrico quei lavoratori che svolgono mansioni a rischio.

E’ buona norma formalizzare il divieto mediante comunicazione scritta al lavoratore, instaurare un sistema di verifiche periodiche per valutare il rispetto del divieto (es.controlli tramite Preposti o RLS) e informare i lavoratori circa gli effetti dannosi dell’alcol, il maggior rischio infortunistico e sulla modalità e frequenza dei controlli alcolimetrici.

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