Autore: Daniela Barona

Fonte: INAIL, Indian Bureau of Mines

amianto

Sembra incredibile ma altrettanto vero: l’Italia è la prima importatrice di amianto dall’India. Ebbene sì, la stessa Italia che lo ha reso fuori legge dal 1992. La notizia nasce da una pubblicazione ufficiale dell’Ufficio Governativo delle risorse minerarie Indiano (Indian bureau of mines) dalla quale risulta che il nostro Paese è il primo importatore di amianto dall’India: 1040 tonnellate importate nel biennio 2011-2012 (in totale, nello stesso biennio, l’India ha esportato 1296 tonnellate).

La pubblicazione “Indian Minerals Yearbook 2012 – Asbestos – Final release” è visibile a tutti, basta collegarsi al sito istituzionale e cercare il report (http://ibm.gov.in/IMYB_2012_Asbestos.pdf).

La legge che vieta l’uso dell’amianto in Italia è la 257/1992 che all’art.1 recita:

  1. La presente legge concerne l’estrazione, l’importazione, la lavorazione, l’utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo smaltimento, nel territorio nazionale, nonché l’esportazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono e detta norme per la dismissione dalla produzione e dal commercio, per la cessazione dell’estrazione, dell’importazione, dell’esportazione e dell’utilizzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono, per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto, per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla riconversione produttiva e per il controllo sull’inquinamento da amianto.
  2. Sono vietate l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto. Previa autorizzazione espressa d’intesa fra i Ministri dell’ambiente, dell’industria, del commercio e dell’artigianato e della sanita’, e’ ammessa la deroga ai divieti di cui al presente articolo per una quantita’ massima di 800 chilogrammi e non oltre il 31 ottobre 2000, per amianto sotto forma di treccia o di materiale per guarnizioni non sostituibile con prodotti equivalenti disponibili. Le imprese interessate presentano istanza al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato che dispone, con proprio provvedimento, la ripartizione pro-quota delle quantita’ sopra indicate, nonche’ determina le modalita’ operative conformandosi alle indicazioni della commissione di cui all’articolo 4.

Le nostre Autorità con l’interesse diretto del PM della procura di Torino, Raffaele Guariniello (ndr processo Eternit), stanno già indagando per verificare se le aziende importatrici sono in possesso della citata autorizzazione prevista dalla legge.

Dalle prime notizie raccolte dalla procura piemontese sembra che le aziende italiane coinvolte siano una decina e che l’asbesto importato serva a confezionare guarnizioni per freni e frizioni o per fabbricare lastre e pannelli in fibrocemento. Importante sottolineare che al momento non risultano indagati né ipotesi di reato.

Ricordiamo che l’amianto (o asbesto) è un minerale che ha trovato numerose applicazioni per le sue particolari caratteristiche, in particolare di resistenza al fuoco e al calore.

L’amianto è classificato come cancerogeno. I rischi per la salute derivano dal possibile rilascio di fibre microscopiche dai materiali all’ambiente che possono essere inalate dall’uomo: l’asbestosi è la malattia più tristemente famosa dovuta all’esposizione ad amianto ma non è l’unica.

L’Istituto superiore della Sanità stima che in Italia il picco di mortalità per malattie legate all’amianto si avrà tra il 2015 e il 2020.

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