Utilizzo dei Dpi: responsabilità del DDL in caso di omissione d’uso

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22413 del 3 novembre 2015 ha condannato il datore di lavoro per non aver vigilato sul rispetto delle norme di prevenzione, nello specifico nell’utilizzo dei DPI.

utilizzo dei Dpi - responsabilità del DDl

L’incidente è avvenuto per via del mancato utilizzo, da parte del lavoratore, della fune di cui poteva disporre alla sommità della scarpata.

Le norme in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, sono volte a impedire l’insorgere di situazioni pericolose al fine di tutelare il lavoratore dagli incidenti dovuti alla disattenzione, negligenza ed imprudenza dello stesso. Alla luce di quanto affermato, il datore di lavoro sarà sempre responsabile per l’infortunio del lavoratore in caso di mancata adozione delle misure protettive e/o di mancato controllo sull’adozione delle stesse da parte del lavoratore.

Potrà essere esonerato da responsabilità solo quando il lavoratore terrà comportamenti dai caratteri dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza, riferiti al procedimento lavorativo “tipico” ed alle direttive ricevute, così da porsi come causa esclusiva dell’evento (in senso conf. v. Cass. Sez. Lav. n. 22818 del 28/10/2009 e Cass. Sez. Lav. n. 4656 del 25/2/2011).

Nella specie, la mancata adozione dell’ancoraggio alla fune da parte del lavoratore non è considerabile quale evento imprevedibile, tale da scagionare il datore di lavoro da dovere di vigilanza sul rispetto delle norme di prevenzione. Il datore di lavoro avrebbe dovuto provare di aver preteso il rispetto di tale fondamentale accorgimento e di aver vigilato sullo stesso.

Per questa ragione la Cassazione ha condannato la responsabilità del DDL.

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