In questo articolo andremo a trattare le responsabilità del preposto. Ma partiamo dall’inizio:

Chi è il preposto? E’ la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

Con la sentenza n. 54825 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta nei due primi gradi di giudizio ad un preposto, di un’azienda esercente attività di somministrazione di alimenti a mezzo di distributori automatici, per l’infortunio occorso ad un lavoratore investito dalle forche di un carrello elevatore guidato da un operatore senza specifica abilitazione (patentino). La responsabilità penale del preposto era stata ravvisata per avere lo stesso tollerato una prassi scorretta e pericolosa in uso nell’azienda della quale era a conoscenza e della quale avrebbe dovuto impedire la prosecuzione nell’esercizio dei compiti di controllo inerenti la sua posizione di garanzia in materia di sicurezza sul lavoro come previsto dal D.lgs 81/08.

La Corte di Appello ha condannato il preposto alla pena di 20 giorni di reclusione, poi commutati in una sanzione di euro 5.000 per avere cagionato a un tecnico riparatore lesioni gravi consistenti nello schiacciamento del piede, con trauma distorsivo e conseguente inabilità al lavoro per 63 giorni, per negligenza, imprudenza ed imperizia e violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.  

Le decisioni della Corte di Cassazione

Il ricorso effettuato dal preposto è stato rigettato dalla Corte di Cassazione, che ha evidenziato, così come avevano già fatto i giudici della Corte di Appello, che presso lo stabilimento nel quale era accaduto l’evento infortunistico si era instaurata una consuetudine nella quale sia gli addetti alla conduzione dei muletti sia i tecnici riparatori, quale era il conduttore dell’attrezzatura al momento dell’accaduto, utilizzavano i muletti per le mansioni loro affidate anche sprovvisti di specifica abilitazione, prassi di cui il preposto (presente il giorno dell’incidente) era a perfetta conoscenza e per evitare la quale non era mai intervenuto.